Lavoratori marittimi, la denuncia del sindacato ORSA: lavoratori italiani penalizzati da una politica che sembra favorire la manodopera estera a basso costo. Il Ministro ‘patriota’ Salvini cosa dice?

Ma il Ministro leghista Matteo Salvini non dovrebbe tutelare i lavoratori italiani?

Donald Trump sta provando a ripristinare il primato della politioca sull’economia, con un ritorno all’economia reale, eliminando le storture della finanziarizzazione dell’economia. E sta provando, anche, a porre fine allo sfruttamento del lavoro. Tutto questo al netto al delle minchiate raccontate in queste ore dai mezzi d’informazione sostenuti dal regime ultra-liberista e globalista. Non sarà una battaglia facile. Ma quattro anni di tempo dovrebbero bastare. Ovviamente, c’è chi in questo momento ha capito cosa sta succedendo e cerca di sfruttare fino all’ultimo il sistema globalista morente. Uno di questi casi – in particolare, lo sfruttamento del lavoro nel settore dei cosiddetti marittimi – lo denuncia il sindacato ORSA in un battagliero post su Facebook:

Il post del sindacato ORSA

“Una problematica che sta emergendo nel settore marittimo in merito al reclutamento di personale per l’imbarco – si legge nel post del sindacato ORSA -. Le aziende armatoriali, attraverso le loro iniziative di Recruiting Day (colloqui di lavoro che in un Paese provoinciale come l’Italia acquistano un nome inglese perché ‘fa tendenza’…) sembrano dare l’impressione di cercare con urgenza nuovo personale navigante, ma ciò che di fatto sta accadendo è tutt’altro. Numerosi lavoratori marittimi ci segnalano che, nonostante le comunicazioni aziendali che indicano una ‘domanda’ di personale, alla fine si sentono rispondere che le posizioni sono già ‘piene’ o che, eventualmente, saranno contattati in futuro, senza mai arrivare ad un reale imbarco. Questo porta a pensare che tali iniziative siano, in realtà, solo un modo per giustificare l’imbarco di personale extracomunitario, magari a costi inferiori, mentre vengono di fatto ignorate le risorse marittime nazionali disponibili. In altre parole, sembra che il reclutamento non abbia l’intento di rispondere a una reale necessità di personale, ma piuttosto di fare comprendere allo Stato che le aziende non trovano ‘personale disponibile’ tra i marittimi italiani, al fine di giustificare l’assunzione di lavoratori provenienti da altri Paesi, spesso con contratti meno favorevoli. Questo processo non solo mette in discussione la trasparenza delle pratiche aziendali, ma rischia anche di penalizzare i lavoratori italiani, privandoli di opportunità concrete di lavoro, a fronte di una politica che sembra favorire l’ingresso di manodopera estera a basso costo. Chiediamo, quindi, un maggiore impegno per garantire che le politiche di assunzione nel settore marittimo siano chiare, trasparenti e orientate a valorizzare il lavoro dei marittimi italiani, senza che vengano utilizzate queste pratiche poco trasparenti”.

La verità è che in questi anni l’unico soggetto che ha cercato di mettere un po’ d’ordine tra le stortute e le speculazioni nei trasporti marittimi della Sicilia è stata la Magistratura

Ci chiediamo e chiediamo: il Governo nazionale di Giorgia Meloni che fa? Qual è la linea politica dell’esecutivo in questo settore? Il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, leghista e ‘patriota’, che fine ha fatto? A parole Salvini si presenta come trumpiano e poi fa finta di non vedere un strana forma di ‘damping salariale’ attuato addirittura in Italia contro i lavoratori italiani! In Sicilia, poi, assistiamo a una gestione monopolistica dei trasporti via mare. L’unico soggetto che interviene per cercare di porre un freno alle grandi storture dei trasporti via mare della nostra Isola è la Magistratura. Dalla politica siciliana, di maggioranza e di opposizione, non è mai arrivata un’indicazione chiara. Il segno che in questo settore il consociativismo regna sovrano. Della serie, “Ammucca e mutu a cu sapi u iocu”. E non è nemmeno difficile capire perché, visto che non mancano certo fondi pubblici nazionali e regionali: decine e decine di milioni di euro ogni anno. In questo scenario siciliano dei trasporti navali, dove, lo ribadiamo, i monopolisti, a tutti i livelli, fanno il bello e il cattivo tempo, si inserisce la questione dello sfruttamento del personale che opera sui mezzi di trasporto marittimo: lavoratori sfruttati fino all’inverosimile e, a quanto pare, come racconta il sindacato ORSA, ora in via di sostituzione con personale che arriva da altri Paesi del mondo che ha il ‘pregio’ di accontentarsi di salari più bassi. ‘Complimenti vivissimi’ al Governo nazionale, in testa il citato Ministro Salvini e all’assessorato regionale alle Infrastrutture della Sicilia, vero e proprio monumento di immobilismo.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *